Lettura: Purpur di Karin Hermes

Copertina del libro Purpur di Karin Hermes
Arte della danza, cinetografia e resistenza al nazionalsocialismo
27.3.2026
Fondazione SAPA, Limmatstrasse 265, 8005 Zurigo

La danzatrice e scultrice berlinese Oda Schottmüller è combattuta tra il desiderio di continuare a danzare e creare artisticamente, indipendentemente dalla situazione politica, e il bisogno di opporsi ai nazisti. Quando il suo amico Hans Coppi le chiede se il gruppo di resistenza attorno a lui – chiamato dai nazisti la «Rote Kapelle» – possa utilizzare il suo atelier, in sua assenza, per trasmettere messaggi radio, lei acconsente con esitazione. In seguito trasmette informazioni cifrate anche attraverso partiture di danza. Trasporta una partitura nel doppio fondo della sua valigia fino a Monaco, da dove arriva a Zurigo. Lì le informazioni codificate vengono ricevute da Elfriede e portate al gruppo svizzero della Rote Kapelle a Berna, che le trasmette via radio a Londra e a Mosca.

Oda Schottmüller e le persone che agiscono con lei vengono arrestate nel 1942 e condannate a morte. Oda danza con la morte, accompagnata dal cappellano carcerario Harald Poelchnau, che di nascosto nasconde persone ebree.

La finzione storica  Purpur mette in luce un aspetto poco noto della resistenza contro il nazionalsocialismo. Il racconto si spinge fino allo scandalo svizzero legato a Crypto, nel quale è coinvolto Max, nipote di Elfriede, e che sconvolge la sua vita di lusso.

 

Purpur nasce dal progetto Die Rote Kapelle, che nel 2020 è stato premiato con il Premio svizzero di danza, patrimonio culturale della danza. La coreografa e coreologa Karin Hermes, residente a Berna, ha sviluppato in collaborazione con la Fondazione SAPA, l'Archivio svizzero delle arti della scena, con il Deutsches Tanzarchiv e con il Centre National de Danse di Parigi, una finzione storica in cui ha collocato il patrimonio coreutico svizzero nel contesto della Seconda guerra mondiale.