Retour vers le vivant

Al di là dell’immediatezza dello spettacolo dal vivo, i documenti audiovisivi che lo testimoniano (riprese integrali, trailer, interviste, ecc.) aprono nuove possibilità di conservazione, diffusione o documentazione delle opere sceniche. Con l’evoluzione delle tecniche di registrazione, i fondi d’archivio continuano ad arricchirsi, ma con quale scopo, esattamente? Costruire una memoria delle arti della scena? Stimolare ricerche scientifiche? Favorire la diffusione dei saperi e la mediazione culturale? Nutrire l’immaginazione creativa?
Il libro analizza le modalità d’uso di queste risorse, che si distinguono non solo per la fragilità e la limitata durata dei loro supporti materiali, ma anche per la rapida evoluzione delle forme di espressione artistiche e corporee che esse documentano (in modo più o meno fedele all’originale): nulla è infatti più effimero di un modo di muoversi, di occupare lo spazio o di parlare su un palcoscenico. Per riflettere sugli ostacoli e sugli approcci di soluzione sviluppati in progetti recenti per la valorizzazione e la mediazione di questo tipo di archivi nel campo delle arti performative — nella ricerca accademica, nell’insegnamento universitario e artistico, nella mediazione culturale o nella pratica scenica —, questo volume raccoglie i contributi di oltre venti specialiste e specialisti, tra cui la direttrice di SAPA, Beate Schlichenmaier, e la referente per le arti performative, dott.ssa Julia Wehren.
Gli autori
Romain Bionda è assistente senior in letteratura comparata presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Losanna e membro del Centro di studi teatrali.
Danielle Chaperon è professoressa ordinaria presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Losanna e membro del Centro di studi teatrali, nonché membro del comitato consultivo della Fondazione SAPA.



